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Ospedali fatiscenti, strutture sporche e igienicamente insicure,
medici sotto accusa, trasfusioni con sangue infetto, errori in
sala operatoria. I cosiddetti casi di "malasanità"
occupano quotidianamente le pagine dei giornali locali e
nazionali.
Secondo i dati resi noti da varie associazioni operanti nel
settore della sanità. tra decessi e lesioni causati dagli errori
all'interno di strutture sanitarie sembra di essere di fronte ad
un vero bolletino di
guerra che trasforma una parte dei pazienti in danneggiati da un
sistema sanitario che potrebbe in molti casi essere più
efficiente e maggiormente controllato. Secondo il Tribunale del
Malato tra i settori dove maggiormente si verificano errori sono
quelli di ortopedia e traumatologia, seguiti da oncologia,
ostetricia e chirurgia. La conseguenza di tutto questo è che in
Italia vi sono ogni anno circa 12 mila cause per risarcimento
danni da parte di pazienti vittime di errori sanitari. (notizie
tratte da "Il Mestre"-E Polis del 30/3/07)
Secondo l'AMAMI, l'associazione che difende i medici vittime di
denuncie arbitrarie, bisogna distinguere tra errori medici e
inefficienze delle strutture, le cui conseguenze non dipendono
da errore umano. Sempre secondo l'AMAMI esiste in campo medico
un tipo di danno che a volte è inevitabile malgrado la capacità
e la preparazione del medico. Si tratta dell' "alea medica",
sono gli effetti collaterali di una cura: il medico non ha
responsabilità, ma il malato resta comunque danneggiato. A
questo proposito AMAMI oltre ad invitare i pazienti a scegliere
il ricorso a vie stragiudiziali per il risarcimento dei danni,
pratica questa certamente più veloce del ricorso ai tribunali,
propone anche di istituire un fondo per le vittime dell'alea
che risarcisca i danneggiati a prescindere dalla colpa del
medico, un po' come il Fondo di garanzia vittime della strada.
E' bene
ricordare però che, in caso si ritenga di essere vittima di un
errore sanitario, prima di rivolgersi alla Giustizia è
consigliabile seguire alcuni passi: prima di tutto raccogliere
tutta la documentazione medica, cartella clinica, ricette,
certificati medici, analisi, ecc.. Quindi rivolgersi ad uno
specialista per avere una Perizia medico legale (il costo può
variare tra gli 800 e i 2.000 euro a secondo della complessità)
che attesti gli eventuali errori commessi e i danni causati con
conseguente quantificazione degli stessi per poter avanzare una
richiesta di risarcimento. A questo punto si può tentare un
accordo con l'Ospedale o con la Compagnia di assicurazione,
magari avvalendosi dell'assistenza di uno professionista o di
uno Studio specializzato nelle pratiche di risarcimento danni.
Nei casi in cui l'errore del medico, la negligenza degli
operatori sanitari o l'inosservanza di norme e regolamenti
risultino evidenti ed altrettanto evidente sia il nesso causale
tra il comportamento del medico o della struttura sanitaria e il
danno provocato, la richiesta di risarcimento potrebbe trovare
una definizione bonaria e certamente più celere dei lunghi tempi
della giustizia del tribunale. Nei casi in cui tutto questo non
venga riconosciuto dall'Ospedale o dalla Compagnia di
assicurazione si potrà intraprendere la strada del Tribunale sia
in sede civile (risarcimento danni) che penale.
La comunicazione. Ad ogni buon conto è da
sottolineare che nel settore della sanità riveste
particolare importanza la comunicazione tra medico e
paziente. Il medico deve fornire al paziente tutte le
informazioni necessarie sull'operazione o sulla cura che
intende effettuare, le modalità, i rischi e le eventuali
alternative. Anche il paziente deve fornire al medico
tutte le informazioni conosciute sulle sue condizioni di
salute, operazioni o terapie precedentemente effettuate,
farmaci utilizzati, allergie, ecc..
Il consenso informato. Il modulo precompilato
che contiene tutte le informazioni necessarie per
ottenere il consenso del paziente per l'operazione non
solleva nè il medico nè la struttura sanitaria dalle
responsabilità per eventuali errori od inosservanze che
dovessero procurare danni al paziente.
La cartella clinica. La cartella clinica
contiene tutte le informazioni relative al ricovero
ospedaliero dal momento dell'accettazione a quello delle
dimissioni. Questo documento, a volte composto da un
numero considerevole di pagine, può essere consultato
durante il ricovero o richiesto in copia al momento
dell'uscita dalla struttura sanitaria o più tardi. Può
essere ritirato anche dai genitori, dal tutore legale o
da una persona espressamente delegata dal paziente.
Il medico non può essere ritenuto responsabile di
eventuali lesioni conseguenti alla cura o all'operazione
se ha fatto tutto il necessario per conseguire il
miglior risultato possibile. Lo è invece se ha agito con
imperizia, imprudenza, negligenza o se ha trascurato
l'osservanza di norme o regolamenti. |
| IN CASO DI DANNI DA ERRORE
MEDICO |
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Raccogliere la documentazione: cartella
clinica, certificati medici, prescrizioni,
ricette, analisi, ecc. |
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Chiedere il parere di un altro medico e
farsi rilasciare una Perizia medico legale |
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Avvalersi dell'assistenza di un esperto o di
uno studio specializzato nelle pratiche di
risarcimento per inviare una richiesta in tal
senso alla struttura sanitaria o alla Compagnia
di assicurazione |
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Prima di accettare una qualsiasi proposta di
risarcimento o di firmare qualsiasi documento
farsi assistere da un esperto per valutare
l'equità della somma offerta |
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In caso di mancata risposta da parte della
struttura sanitaria o della Compagnia di
assicurazione è possibile rivolgersi al
Tribunale |
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