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Interessante, ben fatta e
per molti aspetti coraggiosa l'inchiesta di Italia Oggi Sette
sui primi effetti dell'indennizzo diretto.
"Le compagnie
di assicurazioni ringraziano": così inizia l'articolo a
firma di Marino Longoni che prosegue sottolineando il
fatto che nei primi mesi di applicazione di questa nuova
procedura si è registrata si una graduale velocizzazione dei
tempi di risarcimento ma anche una riduzione degli importi
corrisposti ai danneggiati.
Le Compagnie di assicurazioni
sembrano essere le uniche a godere di numerosi vantaggi:
innanzitutto non dovranno pagare le spese di assistenza (il
danneggiato che deciderà di farsi assistere da un professionista
dovrà pagare le spese, oppure sarà costretto ad "affidarsi" alla
propria compagnia di assicurazione), inoltre risparmieranno
sui risarcimenti offerti ai danneggiati che saranno
verosimilmente inferiori di quelli sborsati prima dell'entrata
in vigore della legge, infine con il meccanismo delle
carrozzerie "convenzionate" potranno risparmiare anche sulle
riparazioni (anche questo a danno delle carrozzerie e dei
danneggiati).
Soprattutto per quanto riguarda le spese
di assistenza (che prima venivano pagate dall'assicurazione come
voce di danno) Italia Oggi ribadisce quello che da più fronti
era già stato aspramente criticato e cioè che l'assicurazione si
trova ora in una posizione di estremo vantaggio. Infatti la
necessità per il comune cittadino, di fronte alla difficoltà
delle varie leggi e norme che regolano questo settore, di farsi
assistere da un professionista nei confronti della Compagnia di
assicurazione era già stato ribadito dalla Corte di Cassazione.
Chi potrà ora valutare la congruità della somma offerta al
danneggiato dall'assicurazione ? La stessa assicurazione che fa
l'offerta ?
La riprova di quanto pubblicato
nell'inchiesta di Italia Oggi è che le assicurazioni che
all'inizio sembravano aver mal digerito le novità introdotte
dalla nuova procedura "ora si rendono conto di avere in mano un
poker d'assi" e di questo possono giustamente ringraziare
sia il governo che le associazioni dei consumatori.
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