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CORTE COSTITUZIONALE: INDENNIZZO DIRETTO FACOLTATIVO

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L'indennizzo Diretto potrebbe diventare soltanto un brutto ricordo.

La procedura introdotta con il Nuovo Codice delle Assicurazioni, non solo no ha portato alcun vantaggio sulla riduzione dei premi, ma ha introdotto un nuovo sistema più farraginoso, meno chiaro e certamente più penalizzante per gli assicurati. L'obbligo di rivolgersi alla propria compagnia di assicurazione per il risarcimento dei danni ha privato l'assicurato di tutte le garanzie che poteva avere, prima fra tutte quella di farsi assistere da un professionista di fiducia (legale o studio di infortunistica) per capire se l'entità del risarcimento poteva o meno essere giusta.

Ora la recente sentenza della Corte Costituzionale rivoluziona tutto il sistema stabilendo che il danneggiato non può essere obbligato a rivolgersi alla propria compagnia di assicurazione per il risarcimento, ma può invece scegliere di chiedere i danni alla compagnia del responsabile (come si faceva prima). Come sempre le Compagnie di assicurazione, spaventate di vedersi sfumare gli enormi vantaggi ottenuti finora da una legge che sembrava essere fatta apposta per salvaguardare i loro interessi, stanno fanno orecchie da mercante. Di fronte alle richieste di risarcimento inviate all'assicurazione del responsabile del sinistro alcune assicurazioni rispondono che la sentenza della Corte può essere fatta valere soltanto in Tribunale e non nella fase stragiudiziale. Tesi piuttosto debole perchè se è vero che la sentenza della Corte parla di "azione" (legale) nei confronti del responsabile del sinistro è anche vero che per analogia tale facoltà non può essere negata a chi, prima di andare in processo, tenta la strada della soluzione bonaria della controversia. Se così non fosse, ci troveremo di fronte ad una sorta di diritto "zoppo" che costringerebbe inoltre migliaia di danneggiati ad intasare le aule dei Tribunali con un ulteriore rallentamento dei tempi della Giustizia. Come spiega l'ottimo articolo della rivista "In sella", (segnalato dal nostro consulente e "centauro" Glauco Romoli) a questo punto tocca alle Associazioni dei Consumatori farsi sentire, per evitare che ancora una volta siano i consumatori-assicurati a vedersi scippare l'ennesimo diritto che in questo caso è la libertà di scegliere fin dalla fase stragiudiziale di rivolgere la loro richiesta di risarcimento all'assicurazione del responsabile del sinistro con la possibilità di farsi assistere da un patrocinatore.

 

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