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Le spese legali anche per l'assistenza stragiudiziale devono
considerarsi voce di danno anche nel risarcimento diretto quando
il danneggiato rifiuti l'offerta inviata o proposta
dall'assicurazione. Così ha sentenziato il Giudice di Pace di
Torino con una recente
sentenza - n.8865
del 8/7/2009.
E' davvero VERGOGNOSO che ci sia voluta addirittura una sentenza
di un Giudice di Pace, dopo diversi anni dall'introduzione del
risarcimento diretto, per "interpretare" correttamente quello
che dice in maniera chiarissima l'art. 9 del Regolamento, ma che
fino ad ora è sempre stato disatteso dalle Compagnie di
Assicurazione (le stesse alle quali è stato demandato il compito
di fare gli interessi dei loro assicurati!!!). L'art. 9 del
Regolamento attuativo del Risarcimento Diretto dice in maniera
chiarissima che qualora il danneggiato accetti l'offerta di
risarcimento dell'assicurazione, non sono dovute le spese
sostenute per l'assistenza legale. Al contrario, se non
accetta l'offerta, le spese per il patrocinio stragiudiziale
DEVONO ESSERE RICONOSCIUTE E RISARCITE.
Difficilmente un articolo di una legge o di un regolamento è
stato così chiaro, tanto da non aver bisogno di alcun
intervento interpretativo (bastava solo conoscere la grammatica
e la lingua italiana!). Ripeto che è una VERGOGNA che fino ad
ora le Compagnie di assicurazione abbiano potuto disattendere e
disconoscere una disposizione che, vorrei sottolinearlo, è stata
emanata con Decreto del Presidente della Repubblica, la massima
autorità dello Stato. Ed è anche una VERGOGNA che si sia dovuti
ricorrere alle aule di un Tribunale (già intasate da tante cause
tanto da rendere oneroso il compito dei magistrati e così lenta
la Giustizia nel nostro Paese) per opporsi allo strapotere delle
Compagnie di assicurazione. Ed è infine una VERGOGNA che fino ad
ora non ci sia stata alcuna autorità di vigilanza o di controllo
o alcuna associazione che cura gli interessi dei cittadini, che
abbia stoppato sul nascere il comportamento delle Assicurazioni
che vogliono privare il cittadino del suo diritto (più volte
ribadito anche dalla Corte di Cassazione) di essere assistito da
un patrocinatore per ottenere un equo risarcimento.
Anche questo è frutto dell'introduzione del Risarcimento Diretto
che, come ha ben commentato Stefano Mannacio, ha messo la volpe
a guardia del pollaio, OBBLIGANDO gli assicurati a
consegnarsi nelle mani della propria assicurazione, privandoli
della possibilità di essere assistiti da un professionista nelle
varie fasi della liquidazione. Ora sembra che anche su questo
fronte qualcosa stia cambiando: la recente sentenza della Corte
Costituzionale ha definito facoltativa e non più obbligatoria
l'azione di risarcimento nei confronti della propria
assicurazione e alcune associazioni dei consumatori stanno
rivedendo le loro posizioni, forse consapevoli del fallimento
del Risarcimento Diretto "obbligatorio" che fino ad ora ha solo
comportato enormi danni nei confronti degli assicurati e
consumatori.
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