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ANCHE I COMUNI POSSONO CHIEDERE I DANNI CAUSATI AL PATRIMONIO PUBBLICO

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Quando si parla di incidenti stradali, dei danni causati e del loro risarcimento, l'attenzione cade sempre sui danni ai veicoli o alle persone coinvolte nel sinistro. Danni ai veicoli o alle persone che possono derivare dalla mancata osservanza delle norme del Codice della Strada, ma anche da una cattiva manutenzione di strade o piste ciclabili di responsabilità dell'ente gestore, in molti casi il Comune.

Ma in alcune occasioni è il Comune a subire un danno sui beni di sua proprietà quando ad esempio un veicolo va a sbattere contro un cartello stradale, un parapetto, un edificio pubblico e via dicendo. Un altro esempio è quello di un camion o un'automobile che vada a finire in un fossato perdendo dell'olio o del carburante. I questo caso l'ente pubblico dovrà provvedere a ripulire il luogo dalla presenza di materiale inquinante che potrebbe essere pericoloso per la salute dei cittadini.

A volte le Amministrazioni pubbliche tralasciano questo aspetto del risarcimento perchè i loro uffici legali sono oberati da altri contenziosi più complessi o più importanti ed il personale è sempre più ridotto all'osso. Eppure in questo caso l'attività per ottenere il risarcimento dei danni non è solo un diritto, ma un "dovere", in quanto l'omissione di tale attività potrebbe configurarsi come una lesione del patrimonio pubblico e quindi della collettività.

Alcuni Comuni, per far fronte a quest'onere hanno ritenuto di rivolgersi a Studi esterni specializzati nelle pratiche di risarcimento che, a conti fatti, può risultare certamente più conveniente in termini di risparmio di risorse umane (che possono essere destinate ad altri ruoli) e di celerità nella risoluzione delle pratiche.

 

 
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