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IL SUO CANE VIENE INVESTITO E UCCISO: E' "DANNO ESISTENZIALE"

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Viene definita "storica" la sentenza (28/05/2007) del Giudice di Pace di Ortona, Aurelio Della Nebbia,  che ha condannato un      automobilista, che aveva investito e ucciso un cane, al risarcimento del "danno esistenziale" in favore della proprietaria di quest'ultimo.

L'automobilista che investe e provoca la morte di un cane interrompe la "corrispondenza di amorosi sensi" tra l'animale e la proprietaria. Così ha stabilito il Giudice di Pace di Ortona e aggiunge che se, dopo l'impatto, il conducente non si ferma può essere imputabile anche di omesso soccorso. 

E' la prima condanna per "danno esistenziale" in seguito all'investimento di un animale e destinata certamente a fare giurisprudenza inserendosi nel solco dell'attuale evoluzione normativa e giurisprudenziale che riconosce da un lato la "nuova" figura del danno esistenziale e dall'altro l'importanza della vita e delle sofferenze degli animali anche nel contesto di quei forti legami affettivi che si creano con i loro proprietari.

L'incidente è avvenuto ad Ortona, in provincia di Chieti nel febbraio del 2006: un automobilista investiva un cane pastore tedesco che, sempre secondo la versione dell'automobilista,sarebbe sbucato all'improvviso e dopo l'urto non si fermava per accertarsi delle condizioni dell'animale lasciato sull'asfalto agonizzante per tutta la notte. Solo all'indomani il conducente dell'auto ritornava sul luogo del sinistro e informava la Polizia Municipale al solo scopo di rintracciare la proprietaria per farsi risarcire i danni.

Il Giudice ha respinto la richiesta di risarcimento dell'automobilista in quanto quest'ultimo non aveva dato prova che l'incidente fosse stato provocato dal cane, ben potendo invece essere stato determinato da un'imprudente condotta di guida. Lo stesso Giudice spiega che l'automobilista aveva avanzato per primo la richiesta di duemila e cinquecento euro per i danni provocati alla sua autovettura affermando che il cane era sbucato all'improvviso. Dopo la contro denuncia della proprietaria del cane per "danno esistenziale", nel dibattimento è emerso dopo un'attenta ricostruzione, che il cane non era spuntato all'improvviso e che dopo l'impatto non era stato nemmeno soccorso.

Nel dispositivo della sentenza si afferma che la proprietaria ha subito un forte danno emotivo per la perdita del cane in quanto l'animale viveva con lei e con la famiglia dal mattino fino a sera al punto che il cane l'aveva seguita anche nel recente viaggio di nozze. Ad acuire ancora di più il dolore per la perdita dell'animale vi è il fatto comprovato che quest'ultimo poteva essere salvato se fosse stato prontamente soccorso.

Il risarcimento per danno esistenziale alla proprietaria del pastore tedesco è stato stabilito in via equitativa in euro millecinquecento oltre al pagamento da parte dell'investitore delle spese legali.

 
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