RISARCIMENTOATTIVO

LO STRANO COMPORTAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI

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Proprio le Associazioni dei Consumatori, salvo alcune eccezioni, sono state in prima fila a sostenere l'introduzione dell'indennizzo diretto, dichiarando che da questo provvedimento sarebbe arrivata una serie di benefici per gli assicurati: dalla maggiore velocità nei risarcimenti alla riduzione dei costi delle polizze, fino alla eliminazione di quelli che le associazioni definivano "costi impropri" e cioè i costi dell'assistenza ai danneggiati da parte di studi di infortunistica stradale o di legali.

E' sembrato strano che queste associazioni, il cui compito è quello di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti, si schierassero così decisamente, salvo alcune eccezioni, a fianco delle Compagnie di Assicurazioni che proprio verso i consumatori e gli utenti non sono mai state troppo generose. Ed è sembrato altrettanto strano che proprio chi dice di difendere i diritti dei soggetti più deboli non avesse compreso fin da subito che togliendo il diritto all'assistenza e alla difesa del danneggiato non si facesse altro che lasciarlo da solo e indifeso nelle mani delle assicurazioni.

A dire il vero già in passato queste associazioni non avevano mosso un dito quando il Governo aveva introdotto le nuove tabelle (ovviamente ridotte!) per il calcolo del risarcimento in caso di lesioni entro i 9 punti di invalidità permanente. Un vero regalo di Natale per le "povere" Compagnie, a danno ovviamente dei cittadini consumatori. Anche allora queste associazioni avevano (ingenuamente?)abboccato all'amo della promessa di una riduzione dei costi delle Polizze che, guarda caso non c'è mai stato.

Ormai sono in molti a pensare che dietro alcune Associazioni dei consumatori vi siano interessi che non è facile comprendere. E come diceva un noto personaggio politico italiano, a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina. E questa sensazione si fa sempre più forte se si pensa che proprio alcune di queste associazioni hanno ritenuto che il costo dell'assistenza e della difesa potesse essere considerato un "costo improprio", lasciando il consumatore "danneggiato" nelle mani della propria assicurazione che potrà decidere, senza la "scomoda" presenza di una difesa adeguata, quale sia l'entità del risarcimento da corrispondere al proprio assicurato.

E dire che questo diritto alla difesa che oggi viene così stranamente sconfessato da chi afferma di voler difendere i diritti dei soggetti deboli era stato ulteriormente ribadito dalla Corte di Cassazione che nella sentenza n. 11606 del 2005 affermava che "...l'intervento di un professionista, sia esso un legale o perito di fiducia... è necessario non solo per dirimere eventuali divergenze su punti della controversia, quanto per garantire già in questa prima fase la regolarità del contraddittorio ove si osservi che l'istituto assicuratore non solo è economicamente più forte, ma anche tecnicamente organizzato e professionalmente attrezzato per affrontare tutte le problematiche in materia di risarcimento del danno da circolazione stradale, attesa la complessità e molteplicità dei principi regolatori della materia. Va, quindi, affermato il principio che nella speciale procedura per il risarcimento del danno da circolazione stradale, introdotta con legge n.990 del 1969 e sue successive modificazioni, il danneggiato ha diritto, in ragione del suo diritto di difesa, costituzionalmente garantito di farsi assistere da un legale di fiducia e in ipotesi di composizione bonaria della vertenza, ad ottenere il rimborso delle relative spese legali".

Ora, dopo i primi facili entusiasmi, alcune associazioni di consumatori, associazioni di categorie e varie testate giornalistiche stanno stanno facendo marcia indietro dopo aver verificato i primi risultati prodotti da questa nuova legge sull'indennizzo diretto: i vantaggi sono davvero evidenti, ma solo per le Compagnie, mentre per i cittadini consumatori solo un ulteriore beffa. E tutto questo accade proprio a causa della mancata assistenza da parte di un professionista a fianco del danneggiato. Quell'assistenza che le associazioni di consumatori avevano giudicato, forse troppo frettolosamente, un "costo improprio" per le povere Compagnie di assicurazione.