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PISTE CICLABILI. A VOLTE SONO DAVVERO PERICOLOSE

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Da qualche anno stiamo assistendo in tutti i Comuni, piccoli o grandi che siano, alla realizzazione di piste ciclabili che dovrebbero servire quale strumento di maggior sicurezza e tutela per coloro che usufruiscono della bicicletta per i loro spostamenti. Iniziativa senza dubbio lodevole se non fosse per il fatto che molte di queste si snodano lungo percorsi del tutto improbabili e spesso pericolosi.

Non è raro imbattersi in piste ciclabili che si interrompono improvvisamente costringendo il malcapitato ciclista ad immettersi repentinamente nella sede stradale, oppure semplicemente disegnate all'interno di spazi pedonali con notevoli rischi di collisione tra ciclisti e pedoni. Altre invece presentano al loro interno tutta una serie di "insidie" come pali della luce, tombini rialzati, buche e continui dislivelli che sembra di andare sulle montagne russe.

Recentemente proprio una trasmissione di "Striscia la Notizia" si è occupata di una pista ciclabile a Marghera (VE) che, dopo una curva terminava..... su un muro!

In un piccolo Comune tra le province di Padova e Venezia, un ciclista è caduto su una pista ciclabile procurandosi gravi ferite a causa di una fila di paletti di metallo posti bene in riga nel bel mezzo della pista per impedire la sosta alle automobili. La richiesta di risarcimento dei danni al Comune, avanzata per conto del danneggiato, dallo Studio Professionale 2M ha incontrato una prima resistenza da parte dell'Amministrazione locale che sosteneva che i paletti erano, per materiale e dimensioni, conformi a quanto prescritto dal Codice della Strada. Lo Studio Professionale ha sostenuto invece la tesi che non era in discussione la conformità tecnica dei paletti, ma la pericolosità del loro posizionamento, proprio in considerazione delle caratteristiche del mezzo usato (equilibrio precario, scarsa stabilità, nessuna protezione) dagli utenti ai quali quella pista era riservata. Alla fine il ciclista è stato risarcito e i paletti sono stati immediatamente tolti onde evitare ulteriori incidenti.

E' quindi giusto sottolineare che le Pubbliche Amministrazioni hanno la responsabilità di prestare particolare attenzione nella realizzazione delle piste ciclabili affinchè queste, invece di strumenti di maggiore sicurezza per gli utenti della strada, non si trasformino in occasioni di ulteriore pericolo. Una responsabilità che in questo caso è ancora più pesante perchè il ciclista,laddove esista una pista ciclabile, non ha la facoltà di scegliere percorsi alternativi, ma deve servirsene obbligatoriamente secondo quanto prescritto dal Codice della Strada.

 

 
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