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RISARCIMENTO DIRETTO UNA VERA BATOSTA PER CITTADINI E CONSUMATORI

Che in Italia la "politica" sia molto spesso succube dei grandi potentati economici purtroppo è cosa nota e quello delle banche e delle assicurazioni è un potere economico certamente tra i più forti ed influenti. Sul fronte della R.C. Auto negli anni passati i vari Governi hanno elargito "regali" a non finire. Basti ricordare la revisione (al ribasso) dei risarcimenti per le lesioni definite "minori", fino a 9% di punti di invalidità permanente e la rigida determinazione (anche questa al ribasso) del punto di invalidità per i traumi al rachide cervicale, il cosiddetto "colpo di frusta".

Non solo un grande regalo alle "povere" Compagnie di assicurazione, ma anche una vera ingiustizia costituzionale che mette i cittadini su piani diversi perchè lo stesso danno viene risarcito in maniera diversa se uno l'ha subito a causa di un incidente stradale oppure per un infortunio di tipo "civile" (marciapiede rotto, buca sulla strada, ecc.). Tutto questo perchè a detta delle Compagnie di assicurazione i costi delle Polizze non potevano venire ribassati proprio a causa delle ingenti perdite subite per i risarcimenti. A questo lamento delle assicurazioni hanno "abboccato" sia il Governo che gran parte delle Associazioni dei Consumatori che sono venute meno al loro compito di difendere i diritti dei cittadini e dei consumatori (diritto ad un equo risarcimento) in cambio della promessa di abbassare i premi.

Nel frattempo le Assicurazioni hanno continuato a registrare profitti e hanno continuato a tenere alti i premi con buona pace di governi e di buona parte delle associazioni di consumatori.

E visto che il giochetto è andato sempre bene perchè non continuare? Una logica che non fa una piega. Le Assicurazioni ovviamente non sono enti benefici, ma aziende che puntano giustamente all'utile. E quale maniera migliore di incrementare gli utili se non riducendo le spese (i risarcimenti) ?

In realtà basta presentare un bel pacchetto ben confezionato, farlo passare per un provvedimento di utilità pubblica, assicurarsi l'appoggio di associazioni e organi di stampa e vuoi vedere che ci riesce un'altra volta?

Detto fatto, è arrivato Il "Risarcimento Diretto", vera panacea di tutti i mali. Con questo provvedimento l'assicurato dovrà consegnarsi, legato mani e piedi, alla propria assicurazione che deciderà quanto risarcirlo dei danni subiti. E possibilmente non dovrà nemmeno farsi assistere da un legale o da uno studio di infortunistica per saper che tipo di danni ha subito, a cosa ha diritto o quale sia la cifra adeguata. E si, perchè legali e studi di infortunistica o risarcimento danni sono "cattivi soggetti" dai quali stare alla larga. Pensa un po' questi assicurati, avrebbero l'assurda pretesa di essere assistiti da un professionista per districarsi tra le mille incombenze e per conoscere i tipi di risarcimento a cui hanno diritto o peggio ancora, per sapere se la cifra offerta dall'Assicurazione corrisponde ad un equo risarcimento.

Ma andiamo per ordine:

Il "Risarcimento diretto" è una disposizione di legge per la quale il danneggiato, in alcuni casi di incidente stradale, non potrà più chiedere il risarcimento al responsabile del sinistro e alla sua assicurazione, ma dovrà chiederlo alla propria assicurazione che provvederà a risarcirlo secondo quanto riterrà opportuno.

C'è da non crederci, ma purtroppo è tutto vero.

- Prima dell'entrata in vigore di questa legge era l'assicurato che poteva decidere, firmando il CID al momento del sinistro, se avviare o meno una procedura di risarcimento da parte della propria assicurazione. Ora invece diventa obbligatorio e quindi viene tolta la possibilità di scelta al cittadino, cosa che tra l'altro è in aperto contrasto con la politica dei Governi che si definiscono "liberali".

- Diverse sentenze di vari tribunali hanno da sempre considerato come una necessità da parte del cittadino di farsi assistere da un consulente nei confronti delle Compagnie di Assicurazione, proprio per la difficoltà di conoscere le varie leggi che regolano il settore, di poter quantificare il danno subito e di conoscere i vari tipi di danno a cui una persona ha diritto. Ora si vorrebbe concedere alla Compagnia di assicurazione il potere e l'arbitrio di definire il risarcimento dovuto al proprio assicurato. Ma al Governo e alle Associazioni di Consumatori che hanno appoggiato questo cambiamento non è mai passato per la testa che le Assicurazioni non sono enti di beneficenza, ma società per azioni che puntano guadagnare e a ridurre i costi?

- Il risarcimento diretto, quando si tratta di lesioni personali, si applica solo per le cosiddette "lesioni di lieve entità", quelle cioè sotto i 9 punti di invalidità permanente. In caso contrario il danneggiato deve rivolgere la domanda di risarcimento alla Compagnia del responsabile. Per conoscere il grado di invalidità c'è bisogno di una visita medico legale che viene effettuata solo dopo che la malattia si è stabilizzata. Come può il danneggiato conoscere a priori quale grado di invalidità determineranno le sue lesioni? E come potrà quindi sapere fin da subito a quale assicurazione rivolgersi, la sua o quella del responsabile? E nel caso si sia rivolto alla propria assicurazione e poi il grado di invalidità risulti superiore al 9%, dovrà ricominciare da capo rivolgendosi all'assicurazione di controparte?

- Sempre riguardo alle lesioni. L'assicurazione del danneggiato incaricherà un proprio medico legale "fiduciario" per stabilire l'entità delle lesioni e la congruità delle spese mediche. Ce l'immaginiamo un'assicurazione che consiglierà il proprio assicurato di rivolgersi anche ad un altro medico legale per verificare ed eventualmente contestare il proprio medico "fiduciario" ?

- Con questa legge si dà mandato all'agente di assicurazione di assistere il danneggiato per ottenere il risarcimento. Ma come farà l'agente, di fronte alla insoddisfazione del proprio assicurato, a proteggere i suoi diritti proprio contro la stessa Compagnia di cui fa parte? Non è forse un chiaro esempio di conflitto di interessi?

E come ciliegina sulla torta le Compagnie di Assicurazione, attraverso la loro associazione, hanno già messo le mani avanti avanzando forti perplessità sul fatto che questo nuovo procedimento possa favorire un calo dei premi assicurativi. Di questo non avevamo alcun dubbio. Quello che ci chiediamo è che fine abbia fatto il "diritto alla difesa" dei cittadini, fortemente ribadito dalla sentenza della Corte di Cassazione proprio in tema di diritto dell'assicurato a farsi assistere da un professionista, il "diritto alla salute" per cui lo stesso male dovrebbe essere risarcito in maniera uguale a prescindere dalla causa che l'ha determinato, e per ultimo, ma forse più importante, quel diritto riconosciuto da ogni società civile per cui ogni cittadino dovrebbe essere trattato in maniera uguale anche e soprattutto in un settore così importante come quello del risarcimento di un danno.

di Diego Meneghetti - consulente Studio Professionale 2M